Cucina senza senza con Irene


Ci siamo trasferiti su Cucinasenzasenza.com
marzo 4, 2010, 7:06 pm
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Cucina senza senza ha mosso i suoi passi verso un nuovo dominio!

Ora ci trovate su Cucinasenzasenza.com. Siamo sempre noi: la gatta Filippa e la sottoscritta, Irene.

Se ci avete seguito fin qui vi ringraziamo moltissimo, continuate a farlo. Abbiamo deciso di traslocare in uno spazio più grande e più comodo, con una cucina più spaziosa e attrezzi migliori per la presentazione delle nostre ricette e per ampliare il nostro progetto. Aggiornate dunque indirizzo Web e Feed.

Grazie a Dario Banfi, Alberto D’Ottavi e Stefano Porta che in momenti diversi e in modi diversi hanno reso Cucina senza senza possibile, plausibile, vera.

Grazie a  Michele Leoni e Anna Galante per averci avvicinato al mondo delle immagini con ferma dolcezza.

Grazie a tutti quelli che ci sono legati e che ci seguono fino alle foreste Web 2.0 e a tutti quelli che abbiamo conosciuto in questi luoghi.

Grazie anche a tutti quelli che non abbiamo conosciuto, non conosciamo e non conosceremo, eppure passano di qui!

Venite a trovarci, mi raccomando. Abbiamo anche un modulo contatti e nuove piccole funzioni di presentazione dei nostri contenuti.

A prestissimo, dunque!

Irene

Cosa sta dicendo? Trasloco? Ma se abita sempre al III°? Che sia chiaro io non mi muovo da questo cortile!!! 

 

 

Il nuovo blog

Siamo passati a Cucinasenzasenza.com

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Roma sotto la neve
febbraio 12, 2010, 11:18 pm
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Questa mattina ho chiesto ad Anna, la foto-maestra romana d’adozione, di immortalare la citta’.
Mi ha risposto, mesta, che l’influenza l’ha segregata in casa.
Fortunatamente non le ha impedito di cogliere il momento in uno scatto.

Anvedi ho!



SAMBIIGA, UN ALTRO MODO DI VIAGGIARE
febbraio 6, 2010, 12:56 pm
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Sono rientrati dal Burkina Faso i 15 italiani che hanno partecipato, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010, al progetto “sambiiga, l’altro fratello”, il primo reality show responsabile.

Si tratta di un progetto di comunicazione integrata, nato dalla collaborazione fra diverse realtà della società civile italiana, che attraverso internet, radio e video vuole dare voce alle realtà straordinarie che i partecipanti a questo viaggio di turismo responsabile hanno incontrato lungo il loro cammino.

“Sambiiga” è un’espressione della lingua moorè del Burkina Faso che significa “fratello”, non tanto però come fratello di sangue, della stessa famiglia, quanto piuttosto come “Fratello” in senso più ampio, con riferimento alla fraternità umana universale.

In questo senso traduce perfettamente lo spirito del progetto “L’altrofratello”, che si fonda proprio su questa visione dell’umanità intesa come una grande famiglia, che va al di là di ogni frontiera fra gli uomini.

Ognuno di noi è “sambiiga”… con tutti i fratelli del pianeta.

Alle già feconde diversità culturali, fonti di mille potenziali scoperte, si è aggiunto l’enorme scarto economico fra i “turisti” italiani e le persone che hanno incontrato nel terzo paese più povero del mondo; questo li ha portati inevitabilmente ad interrogarsi sugli squilibri economici e sulle cause della povertà, più da un punto di vista esistenziale, che economico.

Ogni membro del gruppo in questo senso ha fatto un percorso, sia fisico che ed interiore, che lo ha portato a conoscere il Burkina Faso e le sue genti, confrontandosi con esse e affrontando i cambiamenti interiori che ne sono derivati.

Per ora il progetto si è sviluppato sul web, in un blog e attraverso dei collegamenti telefonici con diverse radio italiane (Afriradio, LifegateRadio, RadioRAI2) che hanno accompagnato il viaggio dei nostri amici in Burkina Faso.

Ma durante il viaggio sono state raccolte anche oltre 60 ore di materiale video, che verranno montate con l’intento di avvicinare a certi aspetti, che difficilmente trovano spazio nei mass-media.

Il Progetto, promosso dall’Associazione T-ERRE in collaborazione con l’ONG Mani Tese, ha trovato l’appoggio di realtà importanti come la centrale del commercio equo e solidale Commercio Alternativo, il Cem Mondialità, la Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Chiama l’Africa, l’Agenzia Faventia Tourist e di alcuni media-partner come Afriradio, LifeGateRadio e il social network ZOES. A produrre la parte video è la giovane realtà torinese di LIBRE, associazione di idee.

Per informazioni:
andrea@altrofratello.it – daniel@altrofratello.it – michele@altrofratello.it
http://www.altrofratello.it

Certo che quando torni a casa da un viaggio così un pò’ vien da chiedersi “che ci faccio qui?”



Sonetto d’amore e di cucina da l’Arte di ben cucinare di B. Stefani
gennaio 30, 2010, 12:04 am
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Pronto a ferir, a cucinar spedito,
Foco d’amor, e foco di cucina:
Le voglie accende, e i cibi al gusto affina,
Impiaga il core, e sana l’appetito.
Forte l’uno mi vuol, l’altro ferito:
Solo a pelar foco amoroso inchina,
Pela il secondo pur, ma ancor cucina:
Quei v’invita a penar, questi a convito.
Sono i colpi d’amore sempre letali,:
Dà la vita del cuoco opra maestra:
Quinci nascon le gioie, e quindi i mali,
Pera il bastardo arcier, pera sua destra,
Più che tutti non vagliono i suoi strali
Del mio Stefani val’una minestra.

ASTOLFO BULTRISIO

Avantissimo lo Stefani compare anche nei sonetti. Sembra che i suoi zuppini leniscano e relativizzino qualunque crisi sentimentale.
Per la segnalazione del sonetto, Grazie al Farmacista Goloso. Per la foto di Palazzo Ducale di Mantova Grazie a SdR.



Bianco mangiare
gennaio 24, 2010, 8:18 pm
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Bianco mangiare più usitato
Pigliarai 30 bicchieri di latte fusco, mettendolo in un vaso di rame, vi stemperarai tre libre di farina di riso, un poco di fior di sale, e lo porrai al fuoco, ma fuoco di carboni accesi, e con una paletta di legno continuamente lo agitarai, toccando sempre il fondo, e quando si incominciarà a restringere, v’infonderai due libre e meza di zuccaro in pezzetti, un grano di muschio macinato con un poco di zuccaro, aggiongendovi quattr’oncie di fior di cedro: quando sarà vicino alla cottura, vedrai che cominciarà a far gonfietti, ed allora pigliarai un tondo bagnato in acqua rosa, e vi porrai un poco di bianco mangiare, se creparà e non si staccherà dal tondo, sarà segno che non sarà a perfezione; e perfezionato lo potrai vuotare in vasi, e stampe, o tazzette di majolica, o vetro, o in piatti; avertendo di bagnare tutte le stampe o vasi con acqua rosa; e quando farai bianco mangiare, lo cucinarai sempre fuori dal camino a ciò non vi cadan sporchezze

versione moderna
Bianco mangiare

Tempo occorrente: 30 minuti
Ingredienti per 4 persone:

½ litro di latte d’avena
70 gr di farina di riso
40 gr di fruttosio
La bucciadi un’arancia

Prendi il latte, ponilo in una pentola, stemperavi lai farina di riso, un po’ di sale e scalda a fuoco vivo, rimestando sempre sul fondo della pentola con una spatola; quando il composto comincerà a restringersi versa nel tegame il fruttosio in cui avrai lasciato riposare le bucce di un’arancia. Quando sarà prossimo alla cottura si formeranno delle bolle, prendi allora un piatto bagnato di acqua e versaci un po’ del composto; se si creperà e non si staccherà dal piatto, non sarà ancora cotto; e cotto lo si potrà versare in vasi, stampi, tazze di ceramica, vetro o piatti, curando di bagnare le forme con acqua di rose;
Quando farai bianco mangiare, lo cucinarai in modo che non vi cada nulla che possa sporcarne il colore.

E’ tornato il Farmacista Goloso con un’altra ricetta tratta sempre dall’Arte di ben cucinare di Bartolomeo Stefani, Mantova, 1662



Artista Italiano invitato alla “Kinetica Art Fair 2010”
gennaio 21, 2010, 10:20 pm
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Ologrammi, robot che disegnano e scolpiscono, gigantesche onde elettroniche,
esibizioni dei maestri dell’arte cinetica e il pionieristico spettacolo
“Cybernetic Serendipity” sono solo alcuni esempi di ciò che viene presentato
alla “Kinetica Art Fair 2010”, la più innovativa fiera d’arte del settore che
apre a Londra giovedi’ 4 febbraio 2010.

Davide Angheleddu è stato invitato a partecipare alla “Kinetica Art Fair” di
quest’ anno con le sue Sculture Fragili in nylon create con il processo
chiamato Sinterizzazione Laser. Angheleddu si laurea presso il Politecnico di
Milano in Architettura, disciplina che unisce tecnica e estetica. Nel 2005
inizia a sviluppare un suo personale concetto di arte ispirato alle forme della
natura, in particolare quella descritta in modo sublime nel libro Kunstformen
der Natur (Forme artistiche della natura) del filosofo e biologo tedesco Ernst
Haeckel. L’opera, realizzata a fine ‘800, racchiude oltre 100 tavole
naturalistiche accompagnate da un’accurata descrizione di animali e creature
marine. L’attività artistica di Angheleddu è strettamente legata alla
tecnologia. Le sculture sono prodotte e sponsorizzate da PARTEC, azienda all’
avanguardia nel settore della prototipazione rapida (www.partec.it).

Kinetica Art Fair 2010:

• Quando: 4 – 7 Febbraio 2010

• Dove: Londra, Ambika P3, il più recente spazio polivalente dedicato all’
arte. Situato sotto la Westminster University sulla Marylebone Road London, di
fronte alla stazione metropolitana di Baker Street.

• Cosa aspettarsi: una delle più grandi collezioni mai viste di opere d’arte
cinetica, con esperti ed espositori, incontri, discussioni di gruppo e
performance!

• Per ulteriori informazioni: http://www.kinetica-artfair.com

Oltre 25 gallerie e organizzazioni specializzate nell’arte cinetica,
elettronica e new media art prendono parte con più di 150 artisti, dando la
possibilità di vedere, comprare, partecipare a discussioni, assistere alle
presentazioni degli artisti e alle performance.

Per informazioni

Davide Angheleddu
davide.angheleddu@polimi.it

Ebbravo il Davidino!



Vivanda di spinaci in giorno di magro
gennaio 17, 2010, 8:20 pm
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Bartolomeo Stefani, cuoco di Sua Altezza Serenissima il Duca di Mantova, 1660]

Habbi spinaci scielti e mondi, ben bene lavandoli, ed essendo erba assai terrea li laverai tre o quattro volte, rifatti in padella, avertendo che stiano nel contenuto d’essa, acciò non ardano, poiché così non riuscirebbero buoni, anzi piuttosto farai in due volte quello, che potresti in una sola volta far male; fra tanto sia in pronto un’altra padella con oglio buono ed una piccata di tarantello grasso a cui sia stato levato il sale, ed oncie sei garilli di noce piccati col coltello, e prima pelati,; per ogni tre libre di spinaci verdi, detta piccata farai d’una libra, e poi in questa padella vuoterai detti spinaci con sale a porzione, havendo riguardo che il tarantello sempre porta seco sapor di sale; aggiongi polvere di garofani, pepe ammaccato, uva passa ben lavata oncie tre; poni il tutto a fuoco lento, mischiando, acciò si incorpori bene, e cotti li disporrai in piatto con sopra sugo di naranci, servendoli caldi.

Traduzione moderna:

Tempo occorrente 30 minuti
Ingredienti per 4 persone

930 gr di spinaci
310 gr di tonno sott’olio
150 gr di gherigli di noci
75 gr di uvett1 arancia
chiodi di garofano
pepe bianco in grani
sale fino marino integrale
sale grosso marino integrale

Prendi spinaci scelti e puliti, lavandoli bene tre o quattro volte; lessali in padella, nel caso siano troppi, in due volte; intanto prepara un’altra padella con olio vergine, ed una battuta a coltello di ventresca di tonno sott‘olio, e 150 grammi di gherigli di noce pelati e tritati col coltello; per ogni 930 grammi di spinaci crudi fa’ una battuta di ventresca di 310 grammi; in questa padella versa gli spinaci salati, tenendo conto che la ventresca è già salata di suo; aggiungi chiodi di garofano in polvere, pepe di macinino, 75 grammi di uva passa ben lavata; cuoci a fuoco lento mescolando bene; una volta cotti gli spinaci, li disporrai nel piatto servendoli caldi conditi con succo d’arancia.

Il Farmacista Goloso dice che questa è una ricetta senza senza di 350 anni fa! Noi cuochetti dobbiamo tutti inchinarci davanti allo Stefani! Per chi volesse approfondire trova l’opera completa dello Stefani in “Cucina Mantovana di Principi e Popolo” a cura di Gino Brunetti edito dalla cassa rurale ed artigiana di Castel Goffredo. Ma quante ne sa il Farmacista Goloso? E’ lui che ha trovato la ricetta senza-senza barocca e l’ha tradotta.