Cucina senza senza con Irene


SAMBIIGA, UN ALTRO MODO DI VIAGGIARE
febbraio 6, 2010, 12:56 pm
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Sono rientrati dal Burkina Faso i 15 italiani che hanno partecipato, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010, al progetto “sambiiga, l’altro fratello”, il primo reality show responsabile.

Si tratta di un progetto di comunicazione integrata, nato dalla collaborazione fra diverse realtà della società civile italiana, che attraverso internet, radio e video vuole dare voce alle realtà straordinarie che i partecipanti a questo viaggio di turismo responsabile hanno incontrato lungo il loro cammino.

“Sambiiga” è un’espressione della lingua moorè del Burkina Faso che significa “fratello”, non tanto però come fratello di sangue, della stessa famiglia, quanto piuttosto come “Fratello” in senso più ampio, con riferimento alla fraternità umana universale.

In questo senso traduce perfettamente lo spirito del progetto “L’altrofratello”, che si fonda proprio su questa visione dell’umanità intesa come una grande famiglia, che va al di là di ogni frontiera fra gli uomini.

Ognuno di noi è “sambiiga”… con tutti i fratelli del pianeta.

Alle già feconde diversità culturali, fonti di mille potenziali scoperte, si è aggiunto l’enorme scarto economico fra i “turisti” italiani e le persone che hanno incontrato nel terzo paese più povero del mondo; questo li ha portati inevitabilmente ad interrogarsi sugli squilibri economici e sulle cause della povertà, più da un punto di vista esistenziale, che economico.

Ogni membro del gruppo in questo senso ha fatto un percorso, sia fisico che ed interiore, che lo ha portato a conoscere il Burkina Faso e le sue genti, confrontandosi con esse e affrontando i cambiamenti interiori che ne sono derivati.

Per ora il progetto si è sviluppato sul web, in un blog e attraverso dei collegamenti telefonici con diverse radio italiane (Afriradio, LifegateRadio, RadioRAI2) che hanno accompagnato il viaggio dei nostri amici in Burkina Faso.

Ma durante il viaggio sono state raccolte anche oltre 60 ore di materiale video, che verranno montate con l’intento di avvicinare a certi aspetti, che difficilmente trovano spazio nei mass-media.

Il Progetto, promosso dall’Associazione T-ERRE in collaborazione con l’ONG Mani Tese, ha trovato l’appoggio di realtà importanti come la centrale del commercio equo e solidale Commercio Alternativo, il Cem Mondialità, la Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Chiama l’Africa, l’Agenzia Faventia Tourist e di alcuni media-partner come Afriradio, LifeGateRadio e il social network ZOES. A produrre la parte video è la giovane realtà torinese di LIBRE, associazione di idee.

Per informazioni:
andrea@altrofratello.it – daniel@altrofratello.it – michele@altrofratello.it
http://www.altrofratello.it

Certo che quando torni a casa da un viaggio così un pò’ vien da chiedersi “che ci faccio qui?”



Caramelle bounty mou
dicembre 20, 2009, 9:20 pm
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Tempo occorrente: 50 minuti di preparazione; 24 ore di riposo
Ingredienti per 42 caramelle da 10 gr

200 gr di cioccolato nero 90%
250 gr di sciroppo di fruttosio
200 gr di latte di cocco per dolci
70 gr di margarina
1 baccello di vaniglia naturale

Tagliare per il lungo il baccello di vaniglia, togliere i granini con la punta del coltello, metterli in una pentola di coccio con il latte di cocco e lo sciroppo di fruttosio, cuocere a fuoco dolce. Quando fuma aggiungere il cioccolato a pezzetti e la margarina. Mescolare fino a ridurre il composto ad un terzo, con una consistenza che tende a staccarsi dalle pareti. Calcolare circa 40 minuti.

Disporre in stampi in silicone da cioccolatini e lasciare a riposare a temperatura ambiente per 24 ore.

Ma questa ricetta, lo so da dove viene: deriva da una vivace discussione scaturita dai fudge al cioccolato di Salsa di Sapa… gli accorgimenti senza senza vanno un attimo perfezionati. La bounty mou è buona però bisogna succhiarla lentamente, sennò si attacca al lavoro del dentista.