Cucina senza senza con Irene


Bianco mangiare
gennaio 24, 2010, 8:18 pm
Filed under: aperture | Tag:

Bianco mangiare più usitato
Pigliarai 30 bicchieri di latte fusco, mettendolo in un vaso di rame, vi stemperarai tre libre di farina di riso, un poco di fior di sale, e lo porrai al fuoco, ma fuoco di carboni accesi, e con una paletta di legno continuamente lo agitarai, toccando sempre il fondo, e quando si incominciarà a restringere, v’infonderai due libre e meza di zuccaro in pezzetti, un grano di muschio macinato con un poco di zuccaro, aggiongendovi quattr’oncie di fior di cedro: quando sarà vicino alla cottura, vedrai che cominciarà a far gonfietti, ed allora pigliarai un tondo bagnato in acqua rosa, e vi porrai un poco di bianco mangiare, se creparà e non si staccherà dal tondo, sarà segno che non sarà a perfezione; e perfezionato lo potrai vuotare in vasi, e stampe, o tazzette di majolica, o vetro, o in piatti; avertendo di bagnare tutte le stampe o vasi con acqua rosa; e quando farai bianco mangiare, lo cucinarai sempre fuori dal camino a ciò non vi cadan sporchezze

versione moderna
Bianco mangiare

Tempo occorrente: 30 minuti
Ingredienti per 4 persone:

½ litro di latte d’avena
70 gr di farina di riso
40 gr di fruttosio
La bucciadi un’arancia

Prendi il latte, ponilo in una pentola, stemperavi lai farina di riso, un po’ di sale e scalda a fuoco vivo, rimestando sempre sul fondo della pentola con una spatola; quando il composto comincerà a restringersi versa nel tegame il fruttosio in cui avrai lasciato riposare le bucce di un’arancia. Quando sarà prossimo alla cottura si formeranno delle bolle, prendi allora un piatto bagnato di acqua e versaci un po’ del composto; se si creperà e non si staccherà dal piatto, non sarà ancora cotto; e cotto lo si potrà versare in vasi, stampi, tazze di ceramica, vetro o piatti, curando di bagnare le forme con acqua di rose;
Quando farai bianco mangiare, lo cucinarai in modo che non vi cada nulla che possa sporcarne il colore.

E’ tornato il Farmacista Goloso con un’altra ricetta tratta sempre dall’Arte di ben cucinare di Bartolomeo Stefani, Mantova, 1662

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